Sessant’anni in venti canzoni
La playlist spazia da Jorge Ben nel 1963 a Liniker nel 2024. Nel mezzo: l’album che ha dato il nome al tropicalismo, un samba scritto da un uomo che ha aspettato di avere 65 anni per registrarne uno, una canzone di protesta passata sotto il naso dei censori della dittatura, il movimento di Recife che ha collegato i tamburi del maracatu ai pedali di distorsione, il rap di São Paulo e tutto ciò che sta uscendo dal Brasile in questo momento.
Falando Mixtape #1 è il nostro primo tentativo di raccogliere tutto questo in un unico ascolto. Venti canzoni, ordinate più per epoca che per data precisa, con una preferenza per quelle che i brasiliani sanno ancora cantarsi a vicenda attorno a un tavolo.
La trovi anche su Tidal e come playlist di YouTube, con gli stessi venti brani nello stesso ordine.
Prima di premere play, c’è un dettaglio da notare: nella musica brasiliana, chi scrive una canzone e chi la canta sono molto spesso due persone diverse, e nessuno considera la seconda versione inferiore. Caetano ha scritto "Baby", ma Gal Costa l’ha fatta sua. Candeia ha scritto "Preciso Me Encontrar", ma appartiene a Cartola. Tre di questi venti brani sono vecchie canzoni riprese e registrate di nuovo decenni dopo da artisti che non avevano contribuito a scriverle, e in tutti e tre i casi la versione successiva è quella rimasta nel cuore del paese.
Brani da 1 a 11: i classici
- Baby — Gal Costa e Caetano Veloso. Caetano l’ha scritta, Gal l’ha cantata facendola entrare nella storia, ed è finita su Tropicália: ou Panis et Circensis nel 1968, l’album che ha dato il nome a un movimento. Il testo dà un’istruzione a chi ascolta: você precisa aprender inglês — devi imparare l’inglese. Il primo brano di una playlist di portoghese. L’abbiamo tenuto lo stesso.
- Mas, Que Nada! — Jorge Ben Jor. Dal suo album d’esordio del 1963, portata in tutto il mondo da Sergio Mendes tre anni dopo, resta la canzone dal titolo più frainteso della musica brasiliana. Mas que nada [mas chi NÀ-da] non significa "ma che niente". Significa "ma neanche per sogno", "lascia perdere", "ma figurati". Ha aggiunto "Jor" decenni dopo, a quanto si racconta perché i suoi diritti d’autore continuavano a finire sul conto di George Benson.
- Tudo O Que Você Podia Ser — Milton Nascimento. Scritta da Lô e Márcio Borges per Clube da Esquina (1972), il doppio album realizzato da un gruppo di amici di Minas Gerais che il Brasile non ha mai smesso di amare. Nel titolo, un solo verbo all’imperfetto svolge un lavoro enorme: tutto ciò che avresti potuto essere.
- Preciso Me Encontrar — Cartola. Cartola ha contribuito a fondare la scuola di samba Mangueira negli anni Venti e non ha registrato un album solista prima dei 65 anni. Questa canzone, scritta da Candeia, è arrivata su Cartola II nel 1976 e ha proprio la voce di un uomo con tutta quella vita alle spalle. Preciso me encontrar — ho bisogno di ritrovare me stesso.
- Brasil Pandeiro — Novos Baianos. Assis Valente l’ha scritta nel 1940 per Carmen Miranda, che l’ha ascoltata e gli ha detto che non andava bene. Trentadue anni dopo, i Novos Baianos l’hanno registrata per Acabou Chorare su suggerimento di João Gilberto — l’unica canzone del disco che non avessero scritto loro — ed è diventata un classico.
- O Descobridor Dos Sete Mares — Tim Maia. Tim Maia ha trascorso la giovinezza negli Stati Uniti ed è tornato a casa con la musica soul in valigia, per poi passare un’intera carriera a saldarla al pop brasiliano. La canzone che dà il titolo all’album del 1983 significa "lo scopritore dei sette mari", più o meno il modo in cui lui stesso si presentava al mondo.
- Apesar De Você — Chico Buarque. Il censore che l’ha approvata nel 1970 l’aveva scambiata per una canzone su una relazione infelice. Ha venduto oltre 100.000 copie in tre mesi, prima che qualcuno nella dittatura capisse chi fosse quel você: a quel punto è stata vietata e i dischi rimasti sono stati distrutti. Apesar de [a-pe-SÀR gi] significa "nonostante".
- Não Deixe O Samba Morrer — Alcione. La canzone che ha lanciato Alcione nel 1975, scritta da Edson Conceição e Aloísio Silva. Mezzo secolo dopo, è ancora la prova infallibile per capire se una stanza piena di brasiliani si metterà a cantare.
- Bicicleta — Marcos Valle. Valle ha scritto "Samba de Verão", che il mondo anglofono conosce come "Summer Samba", e poi, invece di vivere per sempre di rendita, ha passato gli anni Ottanta a incidere dischi boogie. Inoltre, bicicleta è una parola di vocabolario in regalo, e l’hai già imparata.
- O Tempo Não Pára — Cazuza. Cazuza era gravemente malato di AIDS quando ha registrato questa canzone nel 1988, ed è morto due anni dopo, a 32 anni. Una piccola nota ortografica: la riforma del 2009 ha eliminato l’accento che distingueva pára (il verbo) da para (la preposizione), quindi oggi il titolo sarebbe tecnicamente "O Tempo Não Para". Tutte le copertine degli album in Brasile lo ignorano.
- Evidências — Chitãozinho & Xororó. La ballata sertanejo del 1990 che dopo mezzanotte funziona come il secondo inno nazionale del Brasile. C’è un intero articolo su ciò che ti insegna, perché ti insegna una quantità sorprendente di cose.
Brani da 12 a 14: la parte rumorosa
- Maracatu Atômico — Chico Science & Nação Zumbi. Jorge Mautner e Nelson Jacobina l’hanno scritta nel 1974; Chico Science l’ha ripresa nel 1996 e l’ha fatta passare per il mangue beat, il movimento di Recife che ha collegato i tamburi tradizionali del maracatu al rock e all’hip-hop. È morto in un incidente d’auto l’anno seguente, a 30 anni: ecco perché ogni disco mangue beat sembra ancora un inizio.
- Vida Loka, Pt. 1 — Racionais MC's. Rap di São Paulo del 2002, con il portoghese di gran lunga più difficile di questa raccolta: veloce, gergale, regionale, del tutto indifferente al fatto che tu riesca a seguirlo. È proprio per questo che è nella lista. Prima o poi devi sentire la lingua a piena velocità, senza addolcirla.
- Tempo Perdido — Legião Urbana. Brasília, 1986. Renato Russo ha scritto versi che un’intera generazione di brasiliani sa ancora recitare a richiesta, cosa che non si può dire di molte canzoni in nessuna lingua.
Brani da 15 a 20: quello che succede oggi
- Chocolate — Ana Frango Elétrico. Da Little Electric Chicken Heart (2019). Rio, disinvolta e divertente, e un buon segno che la tradizione non si è irrigidita fino a diventare un museo.
- Último Romance — Los Hermanos. Scritta da Rodrigo Amarante per Ventura nel 2003. In seguito Amarante ha scritto e cantato "Tuyo", la sigla di Narcos, quindi molte persone conoscono la sua voce senza conoscerne il nome. La band si è presa una pausa nel 2007 e i concerti delle sue riunioni vanno ancora esauriti in pochi minuti.
- volta e meia — O Terno, Devendra Banhart, Shintaro Sakamoto. La band di Tim Bernardes che nel 2019 apre la porta a un cantante che lavora in spagnolo e a un autore giapponese che lavora in giapponese. La lezione è nel titolo: volta e meia significa "di tanto in tanto".
- TRADUÇÃO — Black Pantera. Un trio hardcore nero di Uberaba, in Minas Gerais. Il bassista Chaene da Gama ha scritto questo brano di Perpétuo (2024) per sua madre, Dona Guiomar, raccontando la logorante routine quotidiana delle madri nere brasiliane. La loro canzone più quieta e la cosa più fragorosa del disco.
- CAJU — Liniker. Nel 2022 Liniker è diventata la prima donna trans a vincere un Latin Grammy, e Caju (2024) è l’album arrivato dopo. Il caju [ca-GIÙ] è il frutto dell’anacardio, quella parte gialla e rossa sull’albero; la noce che già conosci è la castanha de caju che pende dalla sua estremità inferiore.
- Várias Queixas — Gilsons. Gli Olodum l’hanno registrata per primi, nel 2012. Poi José Gil e i suoi nipoti Francisco e João — il figlio e i nipoti di Gilberto Gil — l’hanno rielaborata nel 2019, trasformando un successo regionale di Bahia nella canzone che ogni gennaio esce da tutte le auto del Brasile. Sessant’anni dopo il secondo brano, l’impresa di famiglia è ancora aperta.
Premi play
Venti canzoni, sessant’anni, un pomeriggio. Intorno all’undicesimo brano ti accorgerai di seguire più parole del testo di quanto ti aspettassi: una di quelle sorprese che fanno piacere.
Quando vorrai metterti alla prova con il parlato invece che con il canto, Real Talk ti farà ascoltare venti secondi di autentico audio brasiliano e ti porrà una domanda a cui rispondere in portoghese, adatta al tuo livello. Lo stesso orecchio, senza una melodia a cui appoggiarti.
Bora? Inizia gratis con Falando.


